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Il giudizio sull’impraticabilità del terreno di gioco, per condizioni meteo o per i casi previsti della Regola 1, è di esclusiva competenza dell’arbitro designato a dirigere la gara. Lo hanno ribadito i componenti dell’Organo tecnico sezionale di calcio a 11 in occasione della Riunione Tecnica Obbligatoria, che si è tenuta lunedì 5 novembre nella sezione di Roma 1. Una riunione molto partecipata, e soprattutto molto attuale, visto il maltempo che ha caratterizzato la provincia di Roma nelle ultime due settimane: diversi colleghi, anche nell’ultimo fine settimane, si sono trovati nelle condizioni di dover rinviare la gara per cui erano stati designati. Per questo l’O.T., Alessandro Fagnani, supportato dai colleghi Gianluca Zamporlini e Stefano Squarcia, ha ricordato quali sono prima di tutto i casi che possono portare al rinvio della gara. Quelli di natura metereologica, ovvero pioggia, ghiaccio, neve, vento e nebbia (scarsa visibilità), e quelli legati alla Regola numero 1, ovvero le misure del terreno di gioco, regolarità delle porte e presenza della bandierine.

Per quanto riguarda le condizioni meteo è importante che l’impraticabilità sia omogenea a tutto il terreno di gioco. “In caso di pioggia”, ha spiegato Alessandro Fagnani, “bisogna valutare se il pallone non rimbalza, galleggia in più zone del terreno di gioco e quando le diffuse pozzanghere non consentono un’idonea segnatura del terreno oppure la chiara visione della segnatura se la pioggia è stata forte dopo l’inizio della gara. Con il ghiaccio bisogna valutare se in più zone del terreno di gioco vi sono strati di ghiaccio o di neve ghiacciata che costituiscono pericolo per l’incolumità dei giocatori. Con neve e fango è opportuno verificare se l’entità è tale da non consentire il rimbalzo del pallone e dai calciatori di giocarlo regolarmente. In caso di vento condizione essenziale è che la sua intensità non permette al pallone di rimanere fermo nelle riprese di gioco. Infine la nebbia: il rinvio avviene quando l’arbitro non è in grado di vedere, da una porta all’altra, la totalità del terreno di gioco”.

L’accertamento dell’impraticabilità va fatto alla presenza dei capitani delle squadre, deve essere eseguito all’ora fissata per l’inizio della gara, dopo la verifica della presenza delle due squadre e l’identificazione dei calciatori indicati nei prescritti elenchi. Bisogna attendere il tempo di una gara prima di rinviare definitivamente la gara. “L’arbitro può procedere alla constatazione dell’impraticabilità del terreno di gioco prima dell’ora fissata per l’inizio della gara, ove siano presenti i capitani delle squadre”, ha proseguito Fagnani, “Qualora l’impraticabilità fosse ritenuta non rimediabile entro l’ora fissata per l’inizio della gara, è comunque consigliato di effettuare l’identificazione dei calciatori delle due squadre”.

Anche gli Osservatori sono stati coinvolti nel dibattito. “L’Osservatore se si trova ad assistere a una gara dove c’è possibilità di rinvio può farsi vedere al collega arbitri”, ha spiegato Gianluca Zamporlini, “Può fare delle domande sulle procedure seguite, ma non deve in alcun modo influenzare la decisione finale. Questa spetta sempre all’arbitro designato”. A tutti gli arbitri è stato raccomandato di contattare tempestivamente il Pronto AIA ogni volta che una gara viene rinviata. Infine, è stata fatta una panoramica sui casi che, secondo la Regola numero 1, possono portare al rinvio della gara. Spesso in questi casi le società possono presentare una riserva scritta. Antonio Ranalli