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Mi trovo su un aereo e nella tasca del sedile trovo la solita rivista offerta dalla compagnia che mi ospita nel volo. La sfoglio, non sapendo, come succede in queste circostanze, che altro fare e in una pagina casualmente trovo una citazione tratta dal libro di un tale Lily Brown, a me fino ad oggi sconosciuto. “Non so se avete notato quante persone che considerano estremamente importante esprimere la loro personalità hanno una personalità tale che potrebbe benissimo rimanere inespressa senza danno né per loro né per il mondo” Anche se ignoro chi sia in effetti l’autore, ciò che vale è la considerazione prettamente ironica e pungente che appare pienamente condivisibile. Mi fa venire in mente per affinità quello che diceva Leonardo Sciascia: ”Tutti gli uomini che in Italia si fanno da sé è evidente che si fanno piuttosto male (ma l’osservazione non vale solo per il nostro Paese..)”. Mai così spesso ai giorni nostri si dà rilievo alla “personalità”, spesso attingendo alla psicologia o alle scienze educative. Con la scusa di evitare complessi o devianze, ci si lascia crescere come capita . Vogliamo “esprimere la nostra personalità” senza preoccuparci prima di scoprire se le nostre sono qualità o invece sono solo elementi caratteriali o pulsioni. La vera personalità non è tanto nel voler assolutamente prevalere a ogni costo con le proprie capacità, ma è quella di educare se stessi ad entrare nel mondo con fermezza e dolcezza, con ragione e passione, con una presenza, ma anche con riserbo, rispetto e discrezione.