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Quella della prima partita è stata veramente una bellissima esperienza: la fatica dei giocatori non è nulla paragonata al dovere che ha un arbitro di essere attento a tutto quello che succede dentro e fuori dal campo. L’inizio è stato leggermente difficile: ho dovuto controllare liste mai viste prima, guardare in faccia giocatori che sembravano felici di avere un arbitro alla prima gara e soprattutto badare alla grande emozione nel fare tutte queste cose.
Poi l’ingresso in campo è stato più tranquillo: anche se commettendo qualche errore (vedi palla ferma su pozzanghera davanti alla linea di porta e io a fischiare), stando un po’ troppo lontano dall’azione e non vedendo qualche fuorigioco di troppo, alla fine me la sono cavata. Tutti quanti dipendono dalle nostre decisioni, giuste o sbagliate.
E appunto quello che ci vuole per arbitrare bene e per essere credibili è la decisione: nel fischiare e nello scegliere in fretta, ma anche in tante altre cose. Ora non vedo l’ora di venire designato nuovamente per rifarmi degli errori della prima gara, e arbitrare con più sicurezza. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti quelli che ancora non hanno arbitrato la prima gara, e vi auguro anche buona fortuna: vi servirà. Raffaele Cefalà