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Credo che nelle numerose esperienze associative di ognuno di noi si sia concretizzata l’occasione di imbattersi almeno una volta in un collega”entusiasta”. Il vocabolo,manco a dirlo ,di origine greca, ha in sé,a livello di radice, il … respiro stesso di Dio che accende,trascina,rapisce l’anima verso l’alto. In effetti,l’entusiasta conosce in sè l’ardore,il fervore,la dedizione,il coinvolgimento, doti,queste, tutte un po’ rare e nascoste ai nostri giorni spesso coinvolti invece,come normalmente siamo, dallo “stress” se non dall’apatia , dall’accidia, dall’indolenza, dalla depressione e dallo scetticismo in genere. Certo, il rischio dell’eccesso per questi (l’entusiasta) è sempre in agguato e non di rado si può accostare all’infatuazione o peggio al delirio.
Ma in questo contesto vorrei esaltare l’aspetto prettamente positivo dell’entusiasmo: quel sentimento che ti fa desiderare le cose più modeste,quelle di tutti i giorni,che ti impegna con la giusta foga in ogni azione ed impedisce,infine ,di scoraggiarci per i risultati non ottenuti. Abbiamo ,quindi bisogno, tutti noi, di una iniezione di entusiasmo,di qualcuno che ci infondi entusiasmo,quando affrontiamo il nostro ruolo associativo anche perché è solo con la passione profonda che si raggiungono le altezze maggiori,le più insospettabili e quindi le più belle; è solo con un sentimento di ardore che si dà il colore alla propria vita. In conclusione mi sento di affermare: l’entusiasmo è per la nostra vita quello che è la fame per il cibo!
Io ho fame e vado a pranzo e così spero facciate anche voi. Buon entusiasmo! Buone vacanze!