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Memorabile, avvincente e coinvolgente. Se si dovesse ricordare in poche parole la serata vissuta con Daniele Orsato, in visita nella sezione più grande d’Italia, non lo si potrebbe fare che con questi tre aggettivi.

“Appena ho saputo che la mia platea sarebbe stata quella di Roma 1 mi sono detto: misericordia!”: un’esclamazione piuttosto contenuta, la mimica facciale lasciava trasparire una forte emozione iniziale, ma Daniele ha saputo brillantemente scioglierla dinanzi a quei colleghi della sezione romana che lo hanno accompagnato lungo una carriera arbitrale “dai campi dell’oratorio a San Siro, fino alla Champions League”, citando in primis il Vice-Presidente Stefano Mattera, suo osservatore ai tempi della CAN D, Alessandro Cavanna in CAN PRO e CAN B, e la bella amicizia con il nostro Luca Palanca, componente della Commissione CAN D, fino al suo attuale osservatore alla CAN A Saverio Scaravaglione.

“Trasformiamo per un’ora quest’aula in una sala del Centro Tecnico di Coverciano”: e così tra un episodio e un altro, ciascuno dei colleghi è stato chiamato a rispondere su situazioni di gioco personalmente vissute da Daniele; che fosse Serie A o Europa League non era importante, poiché “qualunque sia il campo, qualunque sia la categoria, l’arbitro deve essere sempre presente, attivo e concentrato, deve acquisire esperienza nel capire le dinamiche del gioco con l’unico scopo di tenere a mente le probabili decisioni ed essere reattivo al momento di decidere quale provvedimento adottare”. Il sacrificio per giungere ad alti livelli è fondamentale, nella vita come nell’arbitraggio, e “l’arbitro è la migliore figura sportiva che riesce a coniugare il divertimento e il sacrificio; e sono sicuro che ciascuno di voi può dimostrarlo”. Nel “monday night” di Roma 1, solo un “numero uno” può dare quella voglia e quella carica che Daniele Orsato ha infuso in particolar modo nei ragazzi che tutte le domeniche viaggiano per la regione e in tutto il Paese. Nunzio Grasso