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In una sala ricca di giovani aspiranti arbitri e eccellenze dell’arbitraggio nazionale è partita la nuova stagione del corso arbitri, per questa stagione intitolato alla memoria di Carmine Ascione, che vedrà impegnati (al momento) i futuri associati molto emozionati e pronti ad imparare e a far parte della grande famiglia dell’AIA e di Roma 1. Il Presidente Roberto Bonardo ha aperto la riunione di benvenuto per i nuovi corsisti, diretti quest’anno da Antonello Aronne e Pietro Bernardo, augurando loro di poter trovare nell’Associazione tutto ciò che di bello gli ha potuto offrire lungo tutta la sua storia arbitrale in campo e da dirigente, tra esperienze sportive da ricordare, persone conosciute in Sezione e altre sparse per l’Italia per le quali la stima e l’affetto di certo oggi non manca.

Ospiti d’eccezione Massimo Cumbo (Commissario CAN 5) insieme a (quasi) tutti gli Arbitri e Assistenti nazionali, da Daniele Doveri, che ha condiviso con i presenti il cambiamento radicale che la vita arbitrale gli ha positivamente provocato, quella “malattia” che ti fa crescere e ti fa diventare una persona vera con valori positivi e un forte carattere, a Maurizio Ciampi, Federico La Penna, Alfonso Marrazzo, Francesca Muccardo, Valerio Marini, Andrea Morreale, Stefano Squarcia, Francesco Fourneau, Antonio Santoro, Giorgio Rinaldi, Alessandro Spadi, Mario Filippini, Paolo Massimo Campogrande, Jacopo Stragapede, Francesco Luciani, Francesco Carbonari, Michele Ruggiero e Marco Dante, i quali hanno tutti sottolineato il vero comune denominatore dell’attività arbitrale: il divertimento, ingrediente essenziale non per “fare l’arbitro” ma per “essere arbitro”, e che con la passione può quasi certamente portare agli alti livelli che finora i nostri ragazzi hanno dimostrato di meritare. E speriamo che questo divertimento possa investire anche le giovani leve che a dicembre affronteranno l’esame di fine corso, con l’augurio che possano intraprendere un’avventura che non dimenticheranno mai in una seconda famiglia, dentro quella seconda casa che è la Sezione. Sara Mainella